Giovanni Tizian il 28 Settembre a Castelfidardo

GIOVANNI TIZIAN

SABATO 28 SETTEMBRE 2019 ore 21.15
CASTELFIDARDO (AN)
AUDITORIUM SAN FRANCESCO
VIA MAZZINI



L’ONORE DEI CLAN TRAMANDATO AI FIGLI


Conducono la serata: Francesca Piatanesi e Lorenzo Luzi

Per un boss la famiglia conta più dei soldi e del potere. Perché mogli, figli, nipoti garantiscono la continuità dell'impero. La 'ndrangheta (la mafia più potente e ramificata al mondo) fonda la sua forza sui vincoli di sangue. È molto più di un semplice fenomeno criminale: è una cultura intrisa di violenza e di morte che si tramanda di generazione in generazione. Giovanni Tizian ci propone un viaggio-inchiesta (con documenti e interviste esclusive) , ci conduce nell'abisso di famiglie falcidiate da un distorto senso dell'onore. Storie di figli che rinnegano i padri e di madri coraggiose che hanno scelto di abbandonare al proprio destino i mariti fedeli solo alla legge del clan.

GIOVANNI TIZIAN
Giovanni Tizian è un giornalista de l'Espresso. Le relazioni tra mondo economico e organizzazioni mafiose sono spesso al centro delle sue inchieste.
Ha collaborato con il quotidiano la Repubblica e ha lavorato per la Gazzetta di Modena, dove nel 2006 ha iniziato a scrivere di cronaca. Si occupa di giudiziaria, e soprattutto ama scavare la superficie della cronaca e realizzare inchieste. Le relazioni tra mondo economico e organizzazioni mafiose, sono spesso al centro delle sue inchieste.
Ha conseguito la laurea in Criminologia nel 2008, con una tesi sulla “'ndrangheta transnazionale”. E' appassionato di letteratura: scrittori sud americani e Josè Saramago, in cima alla lista delle preferenze. E' autore di "Gotica, 'ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea" edito da Round Robin nel novembre 2011. Da dicembre scorso è costretto a vivere sotto scorta. Con Mondadori ha pubblicato, nel 2013, "La nostra guerra non è mai finita".  A giugno 2012 gli è stato assegnato il premio per i cronisti di provincia dedicato a Enzo Biagi, per gli articoli pubblicati nel corso del 2011 su la Gazzetta di Modena. Sempre nello stesso anno ha ricevuto una menzione speciale al premio Biagio Agnes. E l'Archivio per il disarmo l'ha premiato con la “Colomba d'oro per la pace”. Tutti i premi li ha dedicati ai giornalisti precari e sfruttati, e minacciati. “Tanti, troppi colleghi vivono condizioni di pericolo solo perchè raccontano come stanno le cose in questo Paese”, ripete sempre.

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